Appunti di Viaggio

Noi e i Gorilla

Il permesso per il gorilla trekking ha un numero limitato di persone al giorno e non viene rilasciato ai minori di 15 anni di età. Il trekking può essere effettuato con persone di diverse nazionalità. Per il trekking non è possibile prevedere in anticipo i tempi ed i percorsi esatti per raggiungere i nuclei di famiglia dei gorilla a cui si è stati assegnati, poiché i gorilla di montagna durante le ore notturne possono percorrere lunghi tragitti.

Il trekking è abbastanza impegnativo in quanto si sviluppa lungo sentieri scivolosi in una foresta formata da fitta vegetazione e dove l’umidità è presente tutto l’anno. La durata varia da un minimo di un’ora ad un massimo 6/7 ore. Il tempo di permanenza presso i gorilla è di un’ora.

Fatelo per i gorilla Non è possibile avvicinare i gorilla se si è ammalati in presenza di qualsiasi forma di raffreddore, tosse o di altri stati influenzali. Questi possenti animali sono estremamente fragili e qualsiasi tipo di infezione potrebbe causare gravi danni fino a causarne la morte. Se lo comunicherete ai rangers esiste la possibilità che vi venga fatto rimborso del permesso nel caso contrario invece foste scoperti vi si negherà l’accesso al parco senza nessun tipo di risarcimento.  Non possiamo permetterci di perdere un pezzo così importante della nostra storia evolutiva. Fatelo per voi stessi!

Avvertenze di viaggio Il viaggio in Uganda presenta aspetti tutto sommato facili da affrontare per il viaggiatore esperto, in quanto il Paese ha buone strutture alberghiere sempre però considerando i parametri africani. Le reti stradali sono molto precarie ed in continuo peggioramento, a volte anche quelle asfaltate. Negli alberghi il personale è molto disponibile ma con tempi e modalità diverse dalle abitudini occidentali. Il cibo normalmente è di buona qualità anche se noi consigliamo alimenti solo cotti e frutta con la buccia. Sconsigliamo bevande sfuse (succhi già preparati ed allungati a volte con acqua o ghiaccio non potabile). Sconsigliamo il viaggio a chi non presenta spirito di adattabilità, buone condizioni di salute e a chi crede di fare una “vacanza” di altro tipo. L’Uganda è un paese diverso dai nostri standard occidentali. Ricordatevi sempre che siete in Africa.

La Savana

C’è un angolo di mondo, la savana, che tutti noi dovremmo vedere almeno una volta nella vita. Una sola volta, per

respirarne i colori e l’aria, per farsi sorprendere dall’incredibile bellezza della Natura e ritrovarsi piccoli

davanti al disegno divino ben più grande di noi. Ogni giorno in Africa la savana si sveglia e il suo primo respiro

sa di paradiso non ancora perduto.

L’alba della savana è un risveglio dei 5 sensi insieme: è dolce, quieta, armoniosa, la senti vibrare, ti contagia,

ti confonde con il tutto. E quando i primi raggi di sole scaldano il viso e illuminano la via di un arancione così

bello che l’uomo non è mai riuscito ad eguagliare, ecco che proprio da quella terra, quasi per magia, spuntano i

piccoli leoncini.

Tanzania il suo ritmo lento

Ci sono luoghi in cui il tempo ha poco valore, il programmare non è una parola che si conosce; i ritmi sono lenti e apparentemente uguali,dove non ci si domanda cosa accadrà “tra poco”, ma solo cosa stò vivendo adesso!Questa è la Tanzania.

A noi del mondo “moderno”-“attuale” pare impossibile che si possa vivere un giorno dopo l’altro senza progettare, senza proiettare quello che accadrà,…mentre non ci accorgiamo che andiamo contro “natura”, quella stessa natura che ci ha dato la vita ed ha impiegato nove mesi per farlo, per portarci ad affrontare la ns entrata nel mondo.

Ecco qui in Tanzania, in Africa, il ritmo rallenta, il respiro si ascolta, il profumo, l’odore ti penetra,l’emozione del sole e del vento la senti sulla pelle, nella pelle,la luce dei tramonti e delle albe dai colori immaginabili sono a portata di mano mentre il suono nenioso dei canti Masai ci culla.

Benvenuti in Tanzania!

Quando visitare il Serengeti Tanzania

La parola Serengeti deriva dal popolo Masai e significa “pianura infinita”,


Il Serengeti copre infatti un’area immensa di circa 14763 kmq (circa 3 volte la Liguria), ed è senza dubbio uno dei santuari della fauna selvatica più famosi al mondo. Nel 1921 era riserva di caccia, poi nel 1951 è divenuto riserva naturale e, poco dopo, parco naturale. Il parco si trova a circa 330 km a nord-ovest di Arusha, ed è compreso tra un’altitudine di circa 920 m e 1850 m slm.

Il suo ecosistema varia dalle savane piane sterminate, alle colline alberate e gli ambienti rivieraschi sul Lago Victoria, ma il paesaggio non è vario come ci si aspetterebbe in un territorio altrettanto vasto.

Le aree interessanti per i safari sono le savane arboree intorno al fiume Seronera, i densi acacieti nella zona di Lobo al confine con il Kenya, i vasti piani boscosi del cosiddetto “corridoio occidentale” percorso dai fiumi Grumeti e Mbalageti che si gettano nel lago Victoria e che attirano una grande concentrazione di animali selvatici tutto l’anno. Gli animali del parco includono: leoni, bufali, impala, ippopotami, antilopi d’acqua e oltre 500 varietà di uccelli, ma le star qui sono leopardi, ghepardi e rinoceronti. Qui da dicembre a maggio, dipende dal tempo, le grandi mandrie iniziano la loro grande migrazione dalla pianura centrale verso le acque permanenti a nord e a ovest del parco, alla ricerca di cibo, per poi finire nel Masai Mara, in Kenya. Gli animali transumano per circa quattro mesi.

Periodo migliore . dicembre-maggio

Come si orientano gli uccelli

Dove vanno gli uccelli?

Un enigma per gli scienziati è La capacità di orientarsi degli uccelli .

Effettuano un volo particolare, “a scatti”, alternato a virate più lunghe e decise.Secondo gli etologi questo sistema consente agli uccelli di percepire il maggior numero di odori diffusi nell’atmosfera, fino a risalire a quello che, come farebbe un cartello stradale, è in grado di suggerire la direzione corretta da prendere per tornare sulle proprie “tracce”.

Approfondendo l’argomento si è potuto notare che quest’atteggiamento è osservato anche da molti altri volatili, e addirittura da animali che vivono nell’ambiente marino, come gli
squali.

Guardate la Luna di Sangue

La luna di sangue


La Luna rossa
La Domenica 27 e Lunedi 28 settembre alzata la testa e guardate in sù! La “super Luna di Sangue” apparirà.

Dovremo attendere fino al 2033 per assistere al prossimo fenomeno di questo tipo.

L’ultimo si verificò nel 1982. L’eclissi avrà luogo prima dell’alba del 28 settembre ed entrerà in fase penombra alle 2:11 e nell’ombra alle 3:07. La totalità dell’eclissi comincerà all 4.11 con apice alle 7:47.